Per
arrivare : da Catania, si prende l'autostrada A18
CT-ME e si esce allo svincolo per Fiumefreddo.
Si prende la SS
120 per Randazzo e si arriva a destinazione. |

Panorama
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Visualizzazione ingrandita della mappa
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L'abitato
di Linguaglossa sorge a circa 550 mt. s.l.m. sul versante
nord-orientale dell'Etna. Il paese è tipicamente etneo per le sue
stretti vicoli e le sue abitazioni fatte in pietra lavica. Il paese
nacque e si espanse per il commercio dei pini e della neve dell'Etna
il cui legno serviva alla marineria siciliana mentre la neve veniva
portata nelle città per farne diversi usi. Con ogni probabilità
Linguaglossa fu fondata da un gruppo di abitanti emigrati da
Castiglione e che diedero vita al primo insediamento stabile.
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Impianti
di risalita |
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Eruzione di un
cratere laterale dell'Etna
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Gli
abitanti erano in origine quindi boscaioli, contadini e piccoli
proprietari terrieri. Nel 1566 una improvvisa quanto devastante
eruzione, portò all'apertura di una frattura nella pineta Ragabo
dalla quale uscì una notevole quantità di magma e, che distrusse
prima le piantagioni e successivamente l'antico borgo. I cittadini
dell'antico borgo quindi non scoraggiati da questo evento funesto,
ricostruirono l'abitato proprio sopra la colata e da allora nelle
altre eruzioni l'abitato non fu più toccato.
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Il
significato del nome "Linguaglossa" è stato dato da
l'illustre storico Vinci nel 1759, secondo il quale si poteva
affermare che il nome era la combinazione di due forme una latina
"Lingua" ed una greca "glossa", che
probabilmente si riferivano alle numerose colate laviche che hanno
minacciato il paese nella sua storia. Il paese fu prima assegnato
nel XIII sec. da Federico II di Svevia alla sua consorte Costanza
d'Aragona, e successivamente passò alla fine dello stesso secolo a
Nicolò di Lamia. Nei primi anni del XIV sec. gli Aragonesi diedero
il feudo a Ruggero di Lauria per le sue imprese militari.
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Affresco
della Chiesa di S. Egidio
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Chiesa Madre
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A
seguito dell'avvento angioino Ruggero di Lauria cadde anche lui in
disgrazia e il paesino di Linguaglossa ritornò ad essere una
cittadina demaniale. In seguito la cittadina fu feudo di Anastasia
Filangeri e successivamente ad altri ancora che non furono
particolarmente sensibili agli interessi economici della cittadina,
che non si rassegnò e che conservò intatta una sua identità
culturale contrastando l'inettitudine dei loro feudatari.
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Nel 1634
finalmente Linguaglossa fu libera dai feudatari per merito di
Filippo IV di Spagna, e potè finalmente nominare da sè i propri
amministratori. Questo periodo fu di autentico splendore per la
cittadina nella quale sorsero numerosi conventi e si iniziarono a
ricostruire le chiese. Però questo periodo ebbe una brusca frenata
con due gravi eventi della fine del XVII sec. Prima una forte
carestia che dimezzò gli abitanti nel 1672 e successivamente il
tremendo terremoto del 1693 che rase al suolo l'intera sicilia
orientale, dopo del quale si ebbe una lenta opera di ricostruzione
che ha portato alla configurazione odierna di una cittadina molto
ben organizzata urbanisticamente e molto tranquilla.
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Particolare
del coro ligneo della Chiesa Madre sec.
XVIII
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Particolare
del coro ligneo della Chiesa Madre sec.
XVIII
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Da
visitare : la chiesa madre, con una facciata bicroma con il portale
in pietra lavica. La chiesa al suo interno è divisa in tre navate,
ed arricchita da tele del XIX sec. Dietro l'altare si trova il coro
ligneo, ottima rappresentazione dell'arte linguaglossese.
Chiesa
di S. Francesco. Sec. XVII. Ha una facciata molto spartana ed
essenziale a cui viene accostato un bel campanile del 1610. Al suo
interno ad una navata, si trovano due splendidi altari di marmo
policromo del XVIII sec.
Chiesa
dell'Annunziata. Sec. XVI. Si nota un bel portale policromo in
pietra lavica.
Chiesa
di S. Egidio, patrono del paese. Sec. XVI. E' forse il più antico
impianto chiesastico della cittadina. Si nota un bel portale gotico
sul quale vi è un'allegorica rappresentazione di una sirena con due
serpenti, che erroneamente fu giudicata come stemma del paese.
Chiesa
dei Cappuccini. Sec. XVII. La chiesa è divisa in due navate la cui
ultima è stata completata nel '800. Al suo interno la chiesa
custodisce la più importante opera d'arte linguaglossese, la
custodia, di Pietro Bencivinni da Polizzi del '700.
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Chiesa di S.
Francesco di Paola
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Custodia Lignea
di Pietro Bencivinni del XVIII sec.
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Cratere
centrale dell'Etna
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Vista dall'Etna
delle Isole Eolie
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Bordo del
Cratere centrale dell'Etna
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Portale della
chiesa dell'Annunziata
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| NOTIZIE
UTILI |
NOTIZIE
UTILI
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Pineta Ragabo
Pineta
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