Panorama

 

Fontana delle Ninfe Sec. XVII 

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LEONFORTE – “l’elezione ad apostolo di Mattia” di Pietro Novelli, discepolo del Caravaggio / Sagra del Pesco

 

Al visitatore, Leonforte appare come un presepe dominato dal Palazzo Branciforti che si erge imponente sulle caratteristiche viuzze e sulle casette più antiche del nucleo abitativo. La città è situata al centro del sistema montuoso degli Erei a 600 metri s.l.m. e dista 22 km da Enna. Leonforte fu fondata, su licenza del 30 ottobre 1610 della Regia Curia, dal barone di Tavi Nicolò Placido Branciforti, sul cui stemma gentilizio troneggiava un leone coronato d’oro. Il barone pensò di sfruttare al massimo le potenzialità del fertile territorio, ricco di acque e di mulini e chiamò la città Leonforte in omaggio al blasone della sua casata, nella cui storia si racconta di un tale Obizzo che nell’anno 802, quando Carlo Magno

guerreggiava contro i Longobardi, si trovava nell’esercito carolingio in qualità di alfiere porta bandiera. Nella battaglia fu assalito da tre nemici che gli mozzarono le mani nell’intento di impossessarsi della bandiera, ma Obizzo abbracciò con i moncherini la gloriosa insegna e resistette fino all’arrivo dei soccorsi. Carlo Magno, ammirandone il coraggio, lo ricompensò ordinando che la famiglia di lui assumesse il nome di Branciforti, da brachiis fortibus e che lo stemma gentilizio fosse un leone con una corona d’oro che con i moncherini sostiene l’orifiamma spiegata (l’attuale stemma della città).

Quasi sicuramente l’organizzazione urbanistica della città fu seguita personalmente dallo stesso Branciforti, uomo di prestigio e di buon gusto, che, con la fondazione della nuova cittadina, acquistò potenza politica ed incrementò le sue risorse economiche, grazie ad un riuscito piano agricolo ed industriale.

Con l’ausilio di architetti e maestranze romane e palermitane, il piano urbanistico fu realizzato con precisi schemi rinascimentali ed arricchito, con molte chiese e fontane, di uno stile barocco lineare e delicato. Il possedimento fu elevato al rango di principato nel 1622.

 

Chiesa Madre Sec. XVII

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Chiesa Madre - Interno

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Per oltre due secoli i Branciforti governarono la città e vi dimorarono, sia pure stagionalmente.

La città si ingrandì subito e, oltre all’agricoltura, si svilupparono attività artigianali connesse alla produzione di manufatti in terracotta e alla concia delle pelli, produttive come la gualchiera di panni di feltro e nell’Ottocento sorsero anche una filanda ed alcune miniere di zolfo. Nel 1852 la città ed ogni beneficio furono acquistate dal conte Li Destri di Bonsignore, che si trovò a dover gestire gli eventi che videro la cittadina protagonista delle lotte per l’indipendenza e l’unità d’Italia.

Il Palazzo Branciforti è al centro della città e sovrasta il quartiere più antico che, sviluppatosi su programmate linee di livello del monte Cernigliere, esprime vicoli dalla struttura medievale e dai chiaroscuri arabi. Iniziato nel 1610, la sua costruzione si protrasse per mezzo secolo. Si presenta con una mole inconsueta e stupefacente per un centro agricolo di nuova fondazione. Ha pianta quasi quadrata e tre elevazioni, è dotato di ampio cortile e presenta alti bastioni sul fronte meridionale che si affaccia sul vecchio borgo. Acquistato nell’Ottocento dai conti Li Destri, ha subito manomissioni sia all’interno sia nei prospetti, mentre un crollo negli anni Cinquanta ha cancellato l’ala est, oggi parzialmente ricostruita. Il manieristico portale bugnato è simile a quello del palazzo che il principe possedeva a Palermo.

 

Chiesa di S. Giuseppe Sec. XVIII

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Castello di Tavi

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Alla periferia del paese, circondata da aranceti, da chiese e da fontane, la Gran Fonte riversava un fiume d’acqua dai suoi “ vintiquattru cannola”, ossia ventiquattro cannelle bronzee. Monumentale abbeveratoio costruito dal 1649 al 1652, che si rifà alle numerose incisioni di artisti fiamminghi allora molto diffuse nell’isola.

Su linee    parallele al Palazzo si sviluppano altri monumenti quali la Matrice, la chiesa di S. Antonio e la Scuderia.

 

La Chiesa Madre, intitolata a S. Giovanni Battista, fu edificata con grandi ritardi, e alla morte del principe (1661) risultava ancora incompleta. I lavori furono ripresi nel 1728; nel 1740 Ercole Branciforti, commissionò ai fratelli Pietro e Paolo D’Urso di Acicatena il completamento dell’edificio. Furono innalzati il coro, il transetto, la navata maggiore e l’interno fu rifinito in stucco secondo l’ordine composito, comprese le due cappelle del SS. Crocifisso e di S. Giovanni nelle testate del transetto. All’interno sono custoditi dipinti e sculture del XVII e XVIII secolo, un organo di Donato Del Piano, il fercolo della patrona e paramenti sacri in seta e oro.

La Chiesa di S. Antonio, edificata nel 1646 come cappella privata, era messa in comunicazione con il palazzo mediante un collegamento sopraelevato, oggi demolito. All’interno presentava due inconsueti balconi laterali trasformati in altari durante la ristrutturazione seguita all’incendio del 1881. La facciata ha un ricco portale e in una nicchia del timpano è collocata una statuetta in alabastro del Santo padovano, opera dello scultore ennese G. Gallina. Lo slanciato campanile è concluso da un’elegante guglia a fasce di maiolica policroma proveniente dalla bottega calatina di S. Branciforti.

 

Festa di SS. Maria del Carmelo "Menzaustu"

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Palazzo Branciforti Sec. XVII

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La Scuderia è l’unico esempio in Sicilia di edificio destinato all’allevamento equestre di così grandi dimensioni e testimonia la profonda passione per i cavalli coltivata dal principe, il quale riuscì a creare, mediante incroci tra razze italiche e germaniche, una sua razza. Costruita nel 1640, poteva contenere oltre cento cavalli e la facciata presenta un grande portale bugnato, sovrastato da un edicola contenente un’effigie del principe.

Dalla rettangolare piazza Cavallerizza, su una rete viaria ortogonale, si svolge a scacchiera il resto del paese. L’ampio corso Umberto e la rotonda piazza Margherita erano il centro della vita commerciale e sociale.

Piazza Margherita. Voluta dal primo principe per avere sempre vivo il ricordo dei Quattro Canti palermitani che egli stesso aveva inaugurato nel 1625, allorché era pretore della città, costituiva la piazza del mercato poiché in essa si affacciavano ben 16 botteghe, quattro per lato. Nel 1741 Ercole Branciforti commissiona allo scultore palermitano F. La Marca l’abbellimento della piazza rotonda. Ogni quarto di cerchio prevedeva la presenza di una fontana, di balconi e di scudo blasonato dei Branciforti. Al centro della piazza vi era, fino all’ottocento, una fontana.

 

Il Monumento ai Caduti, la villetta circostante e l’ottocentesco palazzo dei baroni Carella occupano lo spazio ove si svolgeva la scuola di equitazione del principe.

Lungo la “Portella”, via parallela al Corso, si incontrano la Casa Gussio e l’ampia scalinata del Piano dei Cappuccini che conduce al Convento.

La chiesa dei Cappuccini (1630). Cappella funeraria della famiglia Branciforti, decorata con opere di notevole pregio artistico tra cui “L’elezione ad Apostolo di Mattia” (1640), attribuita a Pietro Novelli, discepolo del Caravaggio, e può definirsi il suo capolavoro in assoluto, al tempo stesso realistico visionario e decorativo.  Ai piedi dell’altare, la tomba del principe Nicolò Placido Branciforti, con lapide di bronzo. Nella navata laterale, coronato da un portale in pietra a bassorilievo, con lo stemma gentilizio, si trova il sarcofago in alabastro della principessa Caterina, moglie di Nicolò Placido.

 

Granfonte Sec. XVII

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La Scuderia Sec. XVII

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La villa Bonsignore fu edificata nella seconda metà dell’Ottocento dai conti Li Destri, costituiva la residenza estiva della nobile famiglia. Interessante era il grande giardino all’italiana di cui rimane una piccola parte.

Oggi il paese vive una crisi d’identità che si manifesta in recessione economica, squilibri urbanistici e momenti difficili per la tutela e il recupero del patrimonio storico, ciononostante è da considerare ugualmente un centro dinamico e dalla struttura urbanistica interessante.

 

Per gli amanti della natura si consiglia un’escursione sul monte Altesina (la cima più alta degli Erei, 1200 metri s.l.m.), il bosco presenta una macchia mediterranea selvaggia, querce, olmi campestri, pini ed eucalipti.

Appuntamenti:

18 – 19 marzo, Festa di San Giuseppe

Dal pomeriggio del 18, per tutta la notte, si “giranu l’artara” (visita agli altari): tavolate votive riccamente imbandite con pane tipicamente lavorato, primizie e dolci. Ai visitatori sono offerti carduna, sfingi, vino, fave e pupidda. Sono recitati “raziuneddi”: preghiere dialettali che narrano la vita di Gesù.

 

Chiesa di S. Antonio Sec. XVII

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Chiesa dei Cappuccini Sec. XVII

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16 agosto, Festa della Patrona Maria SS. del Carmelo

Processione con la “vara” lungo il corso Umberto riccamente illuminato.

1 domenica di ottobre, Sagra del Pesco

Con degustazione e mostra mercato della tipica pesca tardiva e prodotti locali quali la famosa fava larga, legumi vari, pane casereccio, vino cotto, mostarda, miele, fruati etc.

2 domenica di ottobre, Festa della Madonna della Catena

Richiama un gran numero di fedeli, anche dai paesi vicini. E’ possibile degustare caldarroste e salsiccia.

Chiesa di S. Stefano Sec. XVII

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Notizie Utili 

Notizie Utili 

 

Municipio : Tel. 0935-903.011

 

Pro Loco : Tel. 0935-901.681

 

Ospedale : Tel. 0935-903.300

 

Guardia Medica : Tel. 0935-903.306

 

 

Ristoranti - Trattorie - Pizzerie

Canalotto Agriturismo, c.da Canalotto (ss. 121 Leonforte - Enna a 2 km da Leonforte) - Tel. 0935-904.250

Ketty - Corso Umberto, 476- Servizio Bar

Tel. 0935-901075

La Luna - Via Picone, 3 - Tel. 0935-902786

La Piramide - Via Pirandello, 26 - Tel. 0935-902121

 

Osterie 

La Porta - Via Bellini, 3

 

Pasticcerie - Gelaterie - Tavole Calde

Carmen - Via Francesco Crispi, 184 - Tel. 0935-904994

Di Fazio - Corso Umberto, 395 - Tel. 0935-901031

Gran Forno - Corso Umberto, 325 - Tel. 0935-902267

Il Dolce - Piazza Carella, 1 - Tel. 0935- 902627

Malù - Corso Umberto, 470-472 - Tel. 0935-904248

 

Bar

Chantal - Corso Umberto, 243 

Garden - Corso Umberto, 146 - Tel. 0935-903679

Italia - Piazza Carella, 10 - Tel. 0935-903475

Roxy - Corso Umberto, 359

 

Si ringrazia il comune di Leonforte per le preziose informazioni forniteci.