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si arriva: Distanza
da Palermo: Km. 125 Distanza da Messina: Km.
130 · Accessibilità autostrada. Da Palermo uscita Cefalù
- Da Messina uscita S. Agata Militello |
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Caronia
Nel
cuore del Parco dei Nebrodi,
disteso su colline dai dolci profili che degradano verso l’azzurro
Tirreno, e circondato da boschi secolari, tra le pieghe dei quali
affiorano tracce di civiltà millenarie, si trova Caronia,
antico centro ricco di arte e di tradizioni popolari.
Coloni
greci fondarono il primo nucleo abitato intorno all’VII secolo
a.C. col nome “Kale akte” (bella costa). L’insediamento era
ubicato in prossimità del mare e coincideva con l’odierna Marina
di Caronia.
Calacte
rivestì grande importanza sia in epoca ellenistica sia in epoca
romana. Era una città adorna di templi e ville, ricca e agiata a
tal punto da battere moneta propria con le effigi di Dioniso, Apollo
ed Eracle. Straordinaria era la produzione di grano, tanto da
rifornire direttamente Roma. Della presenza romana è importante
testimonianza anche il ponte
Aureliano di epoca tardo imperiale, che ancora taglia il
torrente Caronia.
Durante
la dominazione bizantina, in nessun luogo si fa cenno alla fine di
Calacte e alla fondazione di Caronia (nuova casa), ma sembrerebbe
che quest'ultima sia sorta per opera di calactini sfuggiti al
massacro, seguito alla distruzione della loro città, per opera
degli Arabi.
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Sotto
la dominazione dei Normanni, ai quali si deve la costruzione
dell’imponente castello, Caronia segnava l’inizio della Val
Demone, una delle tre province in cui era stata suddivisa la
Sicilia.
Caronia
seguì nei secoli il destino della maggioranza dei borghi siciliani,
passando da un signore ad un altro. Tra questi la famiglia più
importante fu quella di Pignatelli, che possedettero la maggior
parte del territorio fino al 2° dopoguerra, quando ben tremila
ettari dell’immenso latifondo di proprietà della nobile famiglia
furono divisi e assegnati ai contadini.
Oggi
Caronia è un vivace centro che punta allo sviluppo del turismo
naturalistico e balneare grazie alla presenza del Parco
dei Nebrodi e alle bellissime spiagge delle frazioni di Marina, Torre del Lauro e
Canneto.
La
cittadina conserva ancora un ricco e interessante patrimonio
d’arte.
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A
dominare il mare e le colline, l’abitato e la valle, il Castello
è sicuramente tra i più pregevoli monumenti cittadini. Attualmente
proprietà privata, fu edificato già nel XII secolo, come
“palazzo – villa” dei sovrani normanni da maestranze arabe.
Le
forme squadrate sono alleggerite da finestre sormontate da cieche
arcate ogivali. Il complesso è circondato da mura e si sviluppa su
due piani, il primo adibito a magazzino, il secondo all’abitazione
e alla rappresentanza.
Al
castello appartiene una cappella, unico esempio in Sicilia, insieme
alla cappella Palatina, di cappella normanna a tre navate.
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Dell’antica
organizzazione urbanistica di Caronia sono visibili ampie tracce. In
particolare della cinta muraria della quale restano ruderi di torri
e porte d’accesso alla città murata. Ben conservato è l’arco saraceno, probabilmente facente parte del sistema difensivo del
paese, andato in gran parte distrutto o inglobato in costruzioni di
epoche successive.
L’accesso
al castello, situato sul versante orientale del perimetro murario,
è assicurato da uno splendido portale dell’Ottocento, in stile
rinascimentale, con il blasone dei Pignatelli sovrapposto al portale
originale caratterizzato dalle dimensioni maggiori, dall’arco a
sesto acuto e dalla cornice a ghiera doppia.
Interessante
inoltre la visita alla chiesa
Madre dedicata a S. Nicolò, esistente già nel XII secolo e
riedificata, ad eccezione della torre campanaria, nel ‘600.
La
volta dell’interno, ad unica navata, è elegantemente affrescata
con dipinti settecenteschi.
Altra
importante chiesa è quella di S. Biagio, il santo protettore di Caronia. La costruzione si
affaccia sulla piazza principale.
La
chiesa di S. Francesco.
Dall’architettura semplice, la chiesa risale al 1500, in origine
era la cappella annessa al convento dei Frati Minori Osservanti di
S. Francesco. Il complesso conventuale è andato distrutto nel 1848
e di esso rimane traccia soltanto nei documenti. |
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La
chiesa più antica, addirittura dello stesso centro abitato, si
trova nella frazione di Marina. Dedicata alla Madonna Annunziata, la chiesa fu edificata nel XII secolo per volontà
della regina Costanza che, in viaggio via mare lungo la costa
tirrenica, dopo un naufragio, approdò qui in salvo dopo aver
invocato la Madonna Annunziata.
Sculture,
ceramiche, acquerelli, oli e disegni vari costituiscono la raccolta
completa della pinacoteca d’arte contemporanea allestita, con le
opere provenienti da collezioni private, nei saloni di Palazzo
Cangemi che ospita anche l’originale Museo
del Bosco che raccoglie testimonianze etnoantropologiche legate
alla cultura silvopastorale e contadina, dagli attrezzi alle
tecniche arcaiche di lavoro.
Anche
il bosco custodisce interessanti elementi storico –
architettonici: l’antica abbazia
basiliana di S. Pancrazio, oggi inclusa nell’adiacente
masseria, e la “Casina di
Pietratagliata” tipico esempio di architettura aristocratico
– rurale, destinata a residenza estiva.
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Sulla
costa invece, in località Torre
del Lauro, si erge discreta un’antica torre di avvistamento.
Di epoca cinquecentesca, la costruzione probabilmente faceva parte
di quel sistema di torri di guardia che si sviluppava lungo le coste
siciliane a difesa delle frequenti incursioni piratesche. Si
sostiene che un segnale inviato da una torre impiegasse circa tre
ore per completare il perimetro dell’isola.
Chilometri
e chilometri di spiagge
incalzate dal verde di rigogliosi giardini e da una splendida fascia
di macchia mediterranea. Su di un mare cristallino si specchiano
alcune piccole borgate marinare, oggi centri balneari rinomati e
ricercatissimi: Torre del
Lauro, Marina, Canneto,
luoghi silenziosi e tranquilli. Lussureggianti le spiagge di Suvarita
e Piana, assolutamente
vergini, quasi sospese nel tempo.
Il
paese è sede del Parco dei
Nebrodi. Istituito nel 1993, il parco, con i suoi 85 mila ettari
di superficie, rappresenta la più grande area protetta della
Sicilia e tra le più estese d’Europa. Lungo i 20 chilometri di
costa e fino ai 1686 metri di Pizzo
Fau si susseguono moltissime specie botaniche, dalla macchia
mediterranea ai sughereti, fino alle faggete. L’interesse dei
naturalisti si concentra soprattutto sul tasso baccato, specie
legnosa di origine terziaria che si concentra quasi esclusivamente a
Caronia. Il territorio caronese offre comunque tanti altri aspetti
affascinanti per gli amanti della natura, non ultimi dei piccoli
specchi d’acqua, quale il lago
Zilio.
Un
ambiente così ricco è un luogo ideale non solo per la flora, ma
anche per molte specie animali ormai scomparse altrove, come
l'istrice e il gatto selvatico.
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Ancorché
battezzato con il nome del vicino centro di S. Fratello, il cavallo Sanfratellano si alleva e, soprattutto, si riproduce anche
sul territorio di Caronia. Introdotti occasionalmente dai normanni
in tutta la fascia tirrenica, al momento del loro sbarco in Sicilia,
i cavalli furono abbandonati nei boschi quando quelli furono
costretti alla ritirata.
Qui,
gli animali, adattatisi all’ambiente ed all’alimentazione dei
Nebrodi, mutarono le originali caratteristiche somatiche, dando
origine a questa razza forte e docile che, qui, costituisce la
colonia di cavalli bradi più vasta d’Europa.
Manifestazioni
Gli
aspetti più autentici della tradizione locale si manifestano
soprattutto attraverso le celebrazioni religiose. La devozione
popolare dei caroniesi si riversa in particolare sul patrono S.
Biagio festeggiato la seconda
domenica di agosto con una solenne e suggestiva processione che
trasforma le vie e le piazze di Caronia in un immenso palcoscenico
naturale dove la gente è protagonista e spettatore. Dalla chiesa,
la vara con la sacra immagine è condotta a spalla per le strade
cittadine da uno stuolo di portatori.
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Altra
importante solennità è la festa
dell’Annunziata, che si svolge a Marina la prima
domenica di agosto.
Una
partecipazione corale caratterizza i riti della Settimana
Santa. Al calar della sera un suggestivo corteo segue
l’immagine del Cristo morto e della Madonna Addolorata.
La
processione comincia dalla chiesa madre e segue un itinerario ben
preciso, lungo le strade del paese, scandito dai “lamenti”,
canti polifonici popolari a tema sacro. E dopo la sfilata, il corteo
rientra in chiesa dove inizia la veglia funebre del Cristo morto.
A
caratterizzare il Corpus Domini è l’allestimento, in ogni
quartiere, di variopinti altarini che saranno visitati dalla
processione dell’ostensorio. Per l’occasione le donne di Caronia
tirano fuori dei cassetti ed espongono le coperte più belle,
lenzuola ricamate e tappeti che poi saranno benedette dal prete.
La
Festa della Marchiatura.
Consiste nel marchiare i puledri nati durante l’anno col marchio a
fuoco padronale di ogni singolo proprietario. La manifestazione
prevede anche trasformazione in loco del latte in ricotta, domo di
una puledra selvatica, passeggiata gratuita a cavallo, pranzo a base
di prodotti tipici locali.
Il
Raduno Bandistico o Memorial
Nino Merlino, si svolge in data da stabilire nella seconda
settimana di agosto. Sono invitate bande di tutti i paesi che sfilano per le
strade di Caronia dopo aver ricevuto la benedizione durante la
messa. Durante la serata avviene la premiazione, sono consegnate
targhe ricordo per ringraziare tutti i partecipanti.
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Manifestazione “Caro Olio”,
che premia e mette in risalto la produzione olivicola di Caronia e
dei Nebrodi. La manifestazione, patrocinata e inquadrata nelle
iniziative del circuito nazionale “città dell’olio”, ha
riscosso notevole successo nella zona, spronando gli olivicoltori a
migliorare il loro prodotto.
In
settembre, periodo di
raccolta dei funghi, si svolge a Caronia la Sagra
Porcelli e Porcini. Durante la serata, oltre ai prodotti locali,
sono serviti al pubblico prodotti tipici del comune di Montespertoli
(FI) che aderisce alla manifestazione.
Sagra del Pettine.
Si svolge il 10 agosto
per la notte di S. Lorenzo. I pescatori del luogo forniscono il
pesce pescato che sarà cucinato alla brace e servito insieme al
vino locale a tutti coloro che partecipano alla sagra.
Gastronomia
Nel
periodo natalizio è d’uso preparare le “Pro
Nobis”, biscotti farciti con fichi secchi, mandorle, noci
trite e scorze di mandarino, e la “pasta tennira” a base di cannella, miele e vaniglia. In occasione
della festa di S. Giuseppe si rinnova la tradizione di invitare a
pranzo, per voto al santo, i cosiddetti “Virginieddi”, in
ricordo dei bambini un tempo bisognosi.
Il
pranzo inizia “Chi tagghiarini chi ciciri”, tagliatelle fatte in casa con i ceci,
e si continua con asparagi, baccalà fritto, e dulcis in fundo le
“Sfinci”, dolci
fritti e conditi con ricotta dolce.
A
pasqua, infine, sono preparate i “Varati
cu l’ova”, biscotti dalle forme più fantasiose, arricchite
con le uova sode
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Notizie
Utili |
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Utili
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Municipio:
Piazza Idria - tel. 0921-32064/32006
Guardia
medica: Via L. Orlando - tel. 0921-32255
Festività
paesane.
S.
Biagio, 1a Domenica di Agosto;
SS.
Annunziata, la Domenica di Agosto ·
Da
vedere in città.
Arco
Saraceno, il Castello, Chiesa
di S. Nicolò di Bari,
Chiesa
di S. Biagio, Chiesa
S. Francesco.
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Ristoranti/Alberghi:
Hotel
Ristorante "Za' Maria", Via Nazionale fraz.
Canneto
tel.
0921-39661
Hotel
Globus Torre del Lauro fraz. Torre del Lauro
tel.
0921-35147
Bar
Trattoria La Conchiglia, Via M. Polo - Caronia Marina
tel.
0921-35075
Residence:
Lauro
Mare fraz. Torre del Lauro - tel. 0921-35262
Discoteche:
Bussola
Star, Residence Lauro Mare fraz. Torre del Lauro, Sombrero
fraz. Caronia Marina;
Spazio
X, Caronia
Località
balneari Torre del Lauro, Zona Chiappe, Caronia Marina, C.da
Piana, C.da Canneto
Escursioni.
Bosco Moglia, Castello Pietratagliata, Abbazia S. Pancrazio
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