Come arrivare :  Da Catania o da Messina. Si prende la Autostrada A18 CT-ME e si prosegue fino allo svincolo per Giardini Naxos che si trova a circa metà strada sia da Catania che da Messina.

Prima colonia greca in Sicilia, possiede un’ampia zona archeologica con annesso il relativo museo.

Pochi paesaggi assommano le tipiche bellezze di Sicilia come Giardini Naxos, culla di antiche civiltà mediterranee e stazione turistica d’avanguardia nel panorama ricettivo del meridione d’Italia. A metà strada tra Messina e Catania, Giardini Naxos è raggiungibile in poco meno di un’ora dall’aeroporto di Fontanarossa. Da qui sono possibili escursioni per Taormina (a soli 5 chilometri), per Siracusa, Agrigento, Palermo, le Isole Eolie, l’Etna, la pineta di Linguaglossa (un incantevole ed unico itinerario mare – neve) e la vallata dell’Alcantara con le suggestive gole. 

Panorama 

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Scavi archeologici

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Le origini di Giardini Naxos coincidono con la nascita della civiltà urbana occidentale. La prima colonia greca in Sicilia, fu fondata nel 735 a.C. dai Calcidesi. La città prosperò nel periodo arcaico; nella prima decade del V secolo a.C. gli fu data un carattere dorico da Ierone e ricostruita seguendo un piano perfettamente regolare. Nel 403 a.C. fu distrutta da Dionisio I di Siracusa, che distrusse le sue mura, rese schiavi i suoi abitanti, e mise a ferro e a fuoco il territorio della città fino ai vicini confini per punirli di aver affiancato gli Ateniesi nel conflitto con Siracusa. Dopo questo Naxos non raggiunse mai più il rango e il ruolo di città, nonostante i suoi portirimanessero attivi per tutta l’antichità. La vita urbana si trasferì a Tauromenium (Taormina), fondata nel 358 a.C. da Andromaco, che era stato esiliato qui da Naxos. A questo punto la storia della città ebbe fine per oltre tre secoli.

Questa circostanza, che è confermata da prove archeologiche, fece di Naxos un osservatorio privilegiato per lo studio dell’urbanesimo più antico nelle città greche in Occidente. 

Il sito dell’antica Naxos occupava una piattaforma lavica sul promontorio di capo Schisò e le terre immediatamente a nord di questo, con una superficie complessiva di 40 ettari. Esso è limitato a sud dal torrente Santa Venera e a nord dalla baia. Quest’ultima, molto vasta, estendendosi tra capo Taormina e capo Schisò, era un porto naturale per le navi trasportate dalle correnti da Capo Spartivento o Capo dell’Armi in Calabria: La prima imbarcazione greca seguì questa strada.

 

Naxos fu fondata a seguito di una spedizione guidata da Teocle di Calcide, che dopo sei anni partì di nuovo da Naxos con un gruppo di coloni per fondare prima Leontinoi e quindi Catania, città che presto divennero più prosperose della stessa Naxos. Questi avvenimenti indicano il ruolo fondamentale giocato da Naxos nella fase iniziale della colonizzazione Eubea dell’isola.

Tucidide racconta che “essi fondarono Naxos ed eressero un altare ad Apollo Archegétes ,  quello che è adesso fuori la città: su di esso i theoròi (inviati mandati alle cittadine panelleniche) facevano sempre dei sacrifici prima di partire. L’altare, che nessuna spedizione archeologica ha mai riportato alla luce, rappresenta un momento fondamentale non solo nella fondazione di Naxos ma anche in tutto il piano di colonizzazione con cui i Calcidesi avrebbero ben presto occupato la Sicilia. Questo costituì un’inaugurazione e a Naxos questo significato propiziatorio fu rafforzato dalla divinità alla quale il rito fu dedicato, Apollo Archegétes, Apollo l’architetto, dio della fondazione da cui gli uomini hanno imparato a misurare la cittàe a disegnare la sua pianta, tracciandola sul terreno.

La prima fase della colonizzazione fu circoscritta al territorio della penisola, attorno alla baia. 

Scavi archeologici

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Reperti

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La coesistenza di vari orientamenti è la caratteristica saliente di questo primo insediamento, per lo più come se fosse il risultato della fusione di diversi agglomerati e villaggi vicini. Incerto è ciò che accadde nel seguente insediamento nell’età classica, in esso la maggiore importanza fu data alle strade nord – sud che mettevano in comunicazione la costa alle zone interne. Di questo insediamento urbano, insieme a qualche strada, alcune case e numerosi edifici sacri sono stati riportati alla luce. Alla fine del VI secolo a.C. furono costruite le mura attorno alla città che stava per affrontare l’attacco di Ippocrate di Gela (492 a.C.) e furono conservate nei successivi piani urbani.

L’architettura sacra si sviluppò notevolmente a Naxos nel periodo arcaico. La quantità e la varietà dei tipi di rivestimenti murari e la loro eccellente qualità delineano, soprattutto nella prima metà del VI secolo a.C., delle manifestazioni architettoniche sperimentali e aperte all’influenza del sud Italia e della Grecia

Gli edifici erano semplici e dotati di colonnati esterni ed erano costruiti in mattoni con tecnica poligonale. Erano di dimensioni modeste, con una pianta rettangolare  più o meno lunga, spesso bipartita all’interno. Ricavavano un po’ di luce e sollievo dalle aperture sul soffitto con decorazioni policrome; per di più, terra – cotte dipinte e scolpite aumentavano il valore monumentale. Statue fittili di sfingi erano poste agli angoli delle pareti. Maschere gorgoniche , a volte, decoravano lo spazio del timpano o più spesso costituivano la terminazione della sommità principale.

A partire dalla metà del VI secolo a.C. le decorazioni divennero più comuni, costituite da sculture sulle facciate più lunghe, ma anche con affreschi dipinti. La maschera antefissa di Sileno è la più comune ed è presente in vari modi fino al V secolo a.C. Invece, la testa femminile antefissa, probabilmente una delle ninfe – le inseparabili compagne di Sileno – è unica.

Nell’era arcaica, numerose aree sacre erano distribuite lungo il perimetro urbano, formando un recinto sacro. Alcune furono cancellate dal nuovo insediamento nel V secolo a.C., mentre altre sopravvissero, come le due più ampie, una delle quali, considerate le dimensioni e il numero degli edifici, può essere considerata senza dubbio sorprendente.

 
 

Essa occupa il lato sud – occidentale della città, vicino all’estuario del Santa Venera. La più antica testimonianza del culto risale al VII secolo a.C. Chiuso entro alte mura con tecnica poligonale, è unito alla città per mezzo di un propyleum, e un secondo, sul lato opposto, è molto vicino alla spiaggia e al mare. All’interno vi sono i resti di un sacello del tardo VII secolo, su cui, più tardi, forse dopo una disastrosa inondazione, un più grande edificio fu costruito, decorato con un interessante fregio scolpito, di ispirazione ionica con una corolla di fiori di loto e piccole palme. Invece alla prima decade del VI secolo risalgono l’altare processionale e i numerosi piccoli altari che formano una ghirlanda attorno ad esso.

La parte urbana ad occidente del Santa Venera è stata esplorata in epoca recente, ed ha rivelato una sorprendente quantità di elementi architettonici in terracotta e di bordature dipinte per i muri. Insieme ad alcuni esemplari provenienti dalla Grecia, questi devono essere considerati tra i più antichi documenti di pittura greca in occidente.

La striscia giace tra la riva destra del corso del torrente Santa Venera, che la separa dalla città. I tre sacelli dell’età arcaica con differenti orientamenti sono connesse tra loro e dedicate a differenti divinità. Esistono poche chiavi per identificare le divinità: tra gli ultimi è presente il terribile Enyò, un guerriero divino menzionato da Omero, documentato dalla dedica inscritta su una stele nei caratteri dell’alfabeto dell’isola di Naxos.

Nel 475 a.C. circa, un nuovo schema urbano, rigidamente geometrico, prese il posto dell’antico. Questa rifondazione e attribuita da molti studiosi a Ierone e agli avvenimenti che nella prima decade del secolo rivoluzionarono gli equilibri politici e sociali della Sicilia Greca. La nuova pianta rigidamente geometrica era modulare. Lo spazio della città era diviso da tre strade longitudinali, platéiai A, B e C, differenti in ampiezza, poiché quella centrale ( platéia A) è marcatamente più estesa delle altre due. Queste strade sono intersecate ortogonalmente e con un intervallo costante di 39 metri da una serie di strade verticali, stenopòi, tutte della stessa ampiezza (5 metri), esclusa la sesta da ovest, ampia 6,4 metri. Nella zona centrale questa rete di strade delimita gigantesche isole edilizie che misurano 154 – 156 metri per 39 metri.

 

 

 

Ogni isola edilizia comprendeva circa quaranta case, che recenti scoperte hanno mostrato di essere diverse in dimensione e altezza. Ancora oggi nessuno conosce  lo scopo delle basi quadrangolari trovate ad ogni incrocio, con la stessa dimensione e posizione. Con probabilità sono basi per altari.

Questa era la città dalle ampie strade distrutta da Dioniso I di Siracusa. L’estensione di questa distruzione è documentata dagli spessi ruderi di rovine murarie e di soffitti, ritrovati perlopiù ovunque nell’area della città (il materiale ceramico e le monete ci permettono di datare la distruzione alla fine del VI secolo a.C.)

La necropoli a nord fu ritrovata solo nel 1980, e conta circa 400 tombe. Sembra avere non pochi aspetti in comune con le altre necropoli delle città Eubee, sia in occidente che nella madrepatria. Vicina alla città, rasente la costa, probabilmente lungo la strada che portava a Zancle-Messana, le lapidi erano una sull’altra, formando gruppi che plausibilmente corrispondevano a specifiche famiglie.

La forma dominante delle sepolture sembra essere stata l’inumazione in fosse, non sempre coperti con teli. Comunque, sono presenti una gran quantità di gran recipienti per provviste di cibo riutilizzate come urne cinerarie.

La necropoli a ovest del torrente Santa Venera, in un’area piuttosto distante dalla città. Sono state ritrovate solo un centinaio di lapidi.

Queste sono perlopiù casi di inumazione in tombe “Capuchin”, ma troviamo anche il rito della cremazione con ceneri conservate in anfore per il trasporto. Il corredo funerario è composto perlopiù da vasetti neri dipinti.

La necropoli ellenistica e costituita da piccoli nuclei di lapidi per la maggior parte risalenti al III secolo a.C., posizionati lungo la riva destra del torrente Santa Venera e nell’area nord della città.

Il corredo funerario di queste tombe è composto da contenitori, sebbene in qualche caso sia presente un più ricco corredo, come per esempio nella Tomba del Chirurgo, che tra le altre cose aveva seppellito uno splendido vaso di vetro.

Al momento attuale sono visibili le mura del VI secolo a.C. che cingevano l’abitato nella sua seconda configurazione, e le partiture urbanistiche dell’ultima fase insediativa.

 

Porticciolo

 

Nel perimetro dell’area degli scavi, un tratto di circa 300 metri della poderosa fortificazione occidentale, in blocchi lavici poligonali appena sbozzati, delimita il livello della città del V secolo a.C.; costeggiandolo, s’incontrano le porte di accesso e il muro di cinta dell’area sacra. Vicino al castello Paladino, a nord, sono i resti dell’abitato arcaico con una casa “ a pastas “ del VII secolo a.C. Del primo nucleo abitativo(VIII secolo a.C.) all’incrocio tra la platea A e la trasversale 11, è stata individuata una casa a pianta quadrata dalle caratteristiche tecnico costruttive simili a quelle delle case di “Megara Hyblea”, Siracusa ed Eloro.

Il Museo Archeologico di Naxos sorge in cima a Capo Schisò, da dove si gode un magnifico panorama, allestito in una costruzione del XVII – XVIII secolo , racchiude materiale relativo alle fasi storiche susseguitesi nell’antica città (fase neolitica, greca, romana, bizantina). Tra i reperti più preziosi sono i vasi del periodo calcidese e le terrecotte. Vi si trovano inoltre reperti provenienti dal tempio di Afrodite.

RISTORANTI E PIZZERIE

Garden - Via Tysandros, 74 - Tel. 0942-51502

Golden Blue - Via Calcide Eubea, 10-Tel. 0942-52169

Il Covo  - Via Strascina, 8 Tel. 0942-51535

Il Faraone Via Nazionale,122-Tel. 0942-56156

Napoletano - Via Recanati, 1- Tel 0942-54008

L'Angolo della Grigliata - Via Nazionale, 120

La Cambusa - Via Schisò, 3 - Tel. 0942-51437

La Conchiglia Via Naxos 221 - Te . 0942-56627

La Lampara - Vla Tysandros, 32 Tel. 0942-56424

La Lanterna - Via Calcide Eubea,1 Tel. 0942-51369

La Sirena – Via Schisò, 36 -Tel. 0942-51853

Lido Europa estivo - Via Tysandros

Lido di Naxos (estivo) Via Schisò,1-Tel. 0942-51438

Lido La Romantica (estivo)- Via Naxos,161-Tel. 0942-53077

Lido Sayonara (estivo) - Via Naxos, 195 - Tel. 0942-52323

Lady Godiva - Via Stracina, -Tel. 0942-53306

Marabù (estivo) - Via Jannuzzo - Tel. 0942-54076

Mare di Naxos - Via Tysandros, 88 - Tel. 0942-56605

My Way - Via Larunchi, 42 - Tel. 0942-56682

Orpheus - Via Calcide Eubea, 3 - Tel 0942-51778

Orchidea 2 - Via Naxos, 213 - Tel. 0942-53182

Otello - Via Tysandros,62 Tel. 0942-51009

Pozzo Azzurro – Via Calcide Eubea, 8 -  Tel. 0942-571362

Pozzo Greco - Via Lipari, 20 - Tel 0942-56245

Rendez Vous - Via Schisò, 2 - Tel 0942-51405

Ritrovo La Palma - Via Chianchitta - Tel. 0942-50239

Royal Via Schisò,34 Tel 0942-53668

Sabbie D’Oro - Via Schisò, 14 - tel. 0942-52380

Sandokan -Via Recanati, 1 -Tel. 0942-54125

Sea Sound (estivo) Via Jannuzzo 37 - Tel. 0942-54330

Sileno – Via Stracina ,6 Tel 0942-52637

Sympathy (estivo) – Via Jannuzzo,14- Tel. 0942-54344

Taverna Naxos - Via Tysandros, 108 - Tel. 0942-52251

Villa Santa Venera – Via S.Paladino,3-Tel. 0942-53110

 

Alberghi e Residence e Campings:

Hellenia Yachting Club * * * * 

Via Jannuzzo, 41 Tel. 0942-51737

Naxos Beach Hotel  * * * *

Via Recanati, 26  - Tel. 0942-6611

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Via Jannuzzo, 37 - Tel. 0942-51931

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Via Calcide Eubea , 55 - Tel. 0942-51349

Assinos Hotel * * *

Via Nazionale, 33 - Tel. 0942-53837

Holiday Club Giardini * * * 

Via Jannuzzo - Tel. 0942-52652

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Via Calcide Eubea, 29 - Tel. 0942-52116

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Via Calcide Eubea, 27 - Tel. 0942-51207

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Via Schisò, 22 - Tel. 0942-53466

Hotel Sabbie d'Oro * * *

Via Schisò, 12 -  Tel. 0942-51227

Sporting Baia Hotel * * *

Via Naxos, 6  -  Tel. 0942-51733

Hotel Touring * * *

Via C. Colombo, 8  - Tel. 0942-51069

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Via Tysandros, 22 - Tel. 0942-51468

Hotel Alexander * * 

Via Nixa  - Tel. 0942-54313

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Via Naxos, 98 -  Tel. 0942-51159

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Via M.O.G. Calabrò, 60 - Tel. 0942-52573

Hotel La Sirenetta * *

Via Naxos, 177 - Tel. 0942-53637

Hotel Marika * *

Via Vulcano, 2  - Tel. 0942-56583

Hotel Palladio * * 

Via Umberto, 470 - Tel. 0942-52267

Hotel San Giovanni * * 

Via Umberto, 523 -  Tel. 0942-56482

Hotel Villa Linda * *

Via Recanati, 2  -  Tel. 0942-54008

Hotel Villa Mora * * 

Via Naxos, 47 - Tel. 0942-51839

Hotel Orpheus * 

Via Calcide Eubea, 3  - Tel. 0942-51778

Pensione Otello *

Via Tysandros, 62 -  Tel. 0942-51009

Hotel Porto Azzurro *

Via Calcide Eubea, 8  - Tel. 0942-571362

Hotel Villa Giardini *

Via Larunchi, 14 - Tel. 0942-52448

Pensione Villa Sant'Antonio 2a Categoria

Via Filicudi, 8 -  Tel. 0942-51475

 

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Si ringrazia il comune di Giardini Naxos per le preziose informazioni forniteci.