Come arrivare: Da Palermo. Autostrada Palermo - Catania, Uscita presso lo svincolo per Scillato. Da Catania. Autostrada Palermo - Catania, uscita presso lo svincolo di Tremonzelli.

Panorama

 

Via Cadorna

L'abitato di Valledolmo si trova nella vallata che da Pizzo Sampieri e da monte Campanaro si apre verso la montagna di Cammarata. La fondazione avvenne attorno al XVII sec. per merito del Cav. Antonio Cicala, nobile genovese i cui avi si trasferirono in Sicilia un paio di secoli prima, e, che iniziò a costruire il villaggio non avendo ancora ottenuto la "licentia populandi" ed non fosse ancora investito della carica di Barone di Valle dell'Ulmo. Al Cav. Cicala fu attribuita anche la costruzione di una chiesetta sulla quale campana oggi rimane scolpito "D. Antonio Cicala. Barone di Valle dell'Ulmo. 1645".

Il fondatore ufficiale di Castel Normanno, in seguito Valle dell'Ulmo (per la presenza di un'enorme olmo nella vallata) fu però il Conte Giuseppe Mario Cutelli, che ottenne la "licentia populandi" il 17 Agosto del 1650. Il territorio di Castel Normanno fu quindi l'unione di altri tre feudi principali appartenenti quasi tutti al Conte Cutelli, e si trattava di Valli di l'ulmu, e dagli ex feudi di Chifiliana, Mezzamandranuova e di Castelluzzi 

Nel 1655 a diciannove anni muore la moglie del Conte Cutelli, il quale fa erigere un mausoleo che oggi troviamo nella chiesa della Madonna del Buon Pensiero, oggi chiesa delle Anime Sante. Il conte si risposò con Donna Maria Abatellis, figlia del Conte Ferdinado Cutelli Grimaldi e di Anna Abatellis Tornabene. 

Il Conte muore nel 1673 e contrariamente al suo desiderio di essere sepolto a Castel Normanno, le sue spoglie riposano invece nella Chiesa di San Francesco di Paola fuori Carini vicino Palermo. 

Suo successore fu il figlio don Antonio Cutelli, il quale avendo un carattere scostante ed altero, si inimicò il consenso dei suoi coloni, ed addirittura un giorno che era lì per lì per abusare d'un più ampio jus de prime noctis, fu ammazzato, registrando il primo fatto di sangue a Castel Normanno. 

I fatti andarono intrecciandosi tra leggenda e storia. Il signorotto aveva alle sue dipendenze un campiere di nome Pietro Corvo, la cui figlia prossima alle nozze catturò l'attenzione di don Antonio Cutelli, generoso fruitore del jus prime noctis. Il conte però trovò una forte resistenza da parte del Corvo, e tentò di tendergli una trappola. Una sera convocò Pietro Corvo per assegnargli una missione da compiere, cioè consegnare ad un suo illustre amico della selvaggina. 

Bevaio e Calvario

Chiesa Nuova o della Purità

Successivamente il conte incontrò due suoi fidi ribaldi e gli commissionò il delitto. Ma uno di essi essendo anche amico del Corvo non se la sentì di perpetrare il delitto ed andò dal suo amico a rilevargli il complotto. Allora il Corvo si raccomandò all'amico di far finta di niente e che ci avrebbe pensato lui. Il giorno dopo, don Antonio, uscì dal suo baglio a cavallo ed al suo rientro passando davanti alla casa del Corvo, con mera finzione iniziò singhiozzando a dire "Poviru Pietru Corvu ! Poviru figghiu Corvu !" tentando di far capire ai suoi familiari dell'assassinio del caro Pietro. Tale tresca fu stroncata quasi subito da un violento colpo di archibugio sparatogli dalle mani del Corvo che lo centrò alla testa e lo fece stramazzare giù da cavallo in un lago di sangue. 

Egli fu tumulato nel mausoleo erettogli dal figlio avv. Giovanni Dalla Chiesa nella chiesa delle Anime Sante.

Si racconta che gli amici più stretti del Conte posero una grossa taglia sul Corvo, e la prospettiva di ricchezza allettò un palermitano di nome Sulivestru che si mise alla caccia del Corvo. Nella sua ricerca si imbattè in un boscaiolo che lo mise sulla buona strada, e giunti nei pressi di una fontana il boscaiolo si chinò per bere subito seguito dal Sulivestru che posò quindi l'archibugio per terra. Il boscaiolo con mossa velocissima prese l'archibugio e lo scagliò con inaudita violenza tra capo e collo del cacciatore, e lo uccise all'istante. Il corpo del Sulivestru fu ritrovato dopo alcuni giorni da dei contadini, ed ancora oggi il passo dove è stato rinvenuto viene chiamato "Passu du poviru Sulivestru", il quale fu ucciso proprio da Pietro Corvo che non si fece mai prendere ne vivo ne morto. 

Fu infine sepolto nella chiesa Madonna del Buon Pensiero dove il figlio Giovanni gli fece erigere un grande mausoleo.

Successivamente Giovanni Mario Cutelli prese l'investitura feudale nel 1712 e fin dall'inizio si segnalò come persona dalle buone doti d'animo e di buon esercizio dei suoi diritti feudali. Fu talmente un profondo conoscitore delle discipline legali da rivaleggiare con il suo bisavolo l'egregio giureconsulto catanese Mario Cutelli, del cui nome "Mario" era orgogliosa la famiglia, e che esercitava a Catania la professione di avvocato. I vassallaggi successivi passarono a sua sorella Cristina moglie di Giovanni Ioppolo barone di San Filippo, non lasciando anch'essi figli maschi nelle baronie di Valledolmo e Aliminusa succedette la loro figlia Girolama Ioppolo che sposò Matteo Lucchesi Palli, Duca della Fabbrica, i quali con diploma vicereggio del 16 Luglio 1746 ebbero l'investitura feudale e lasciarono in Valledolmo una grandiosa cisterna d'acqua chiamata "Stagnone". 

Prodotti Tipici

Pizzo Madonna

Da visitare:

Chiesa delle Anime Sante (precedentemente della Madonna del Buon Pensiero). Fu fondata nel XVI sec. dal Barone Antonio Cicala, ed è in stile composito corinzio romano ad una sola navata. Al suo interno possiamo trovare i mausolei della Duchessa di Catalogna Anna Summaniata, prima moglie del Conte Giuseppe Mario Cutelli, e del Conte Antonio Cutelli.

Chiesa Madre. Dedicata all'Immacolata Concezione della B.V.M. Fu fondata nel XVII sec. ad opera della Contessa Cristina Cutelli, ed è strutturata in stile romanico-barocco ad un'unica navata. Da notare al suo interno la statua lignea e aurea dell'Immacolata prima venerata nella chiesa delle Anime Sante.

Chiesa dei Maria SS. Della Purità o Chiesa Nuova, del  sec. XIX,  e costruita in stile romanico-barocco, a tre navate. Al suo interno si trova il grande crocifisso della scuola del Civiletti.

Stagnone. Grandiosa cisterna d'acqua dovuta a Matteo Lucchesi Palli sposo di Girolama Ioppolo. Questa costruzione in pietrame con arcate centrali sostenute da potenti pilastri e volte a crociera, e di notevole valore storico architettonico.

Baglio Castellana. Palazzo feudale sede del Conte Cutelli e delle sue dipendenze. E' a pianta quadrata con annesso cortile interno, e comprende il Collegio di Maria con il chiostro colonnato interno e la Chiesa delle Anime Sante.

Monumento bronzeo ai caduti, opera dello scultore Antonio Ugo e collocato nella piazza principale del paese.

Attività Artigianali:

Ferro battuto, lavorazione del legno, infissi in alluminio e lamierino, lavorazione di materie plastiche.

Prodotti tipici:

formaggio pecorino, vino, olio, pomodoro siccagno.

Feste e ricorrenze:

18 Agosto, AGOSTO VALLEDOLMESE E FESTA DI S. ANTONIO DI PADOVA patrono del paese. Si effettua sotto il patrocinio del comune da lunghissimo tempo e si protrae per tutto il mese di Agosto.

Carnevale Valledolmese. Sfilata di carri allegorici e gruppi in maschera.

Piazza Medici

 

Antico baglio

Giornate dell'agricoltura. La manifestazione si svolge nell'arco di tre, quattro giornate nel mese di aprile, in cui sono previsti vari momenti : concorso dei vini dei piccoli produttori locali, concorso dei formaggi, grande fiera delle macchine ed attrezzature agricole, esposizione in stand dei prodotti tipici dei comuni del circondario, convegno ed assaggio dei prodotti tipici.

Festa di S. Giuseppe, I Virgineddi. Ogni anno per la festa di S.Giuseppe i fedeli che intendono ringraziare il santo per qualche grazia ricevuta, invitano i bambini e anziani "I Virgineddi" ad una mensa ricca di cibi e variamente adornata (tavolata di S. Giuseppe). Le tavolate possono essere visitate nei giorni precedenti e la mattina della festa. Caratteristico il pane di San Giuseppe che adorna le tavolate, lavorato artisticamente in tante forme dalle massaie locali.

Santa Pasqua. Nella giornata della Santa Pasqua, lungo la Via Cadorna si svolge il tradizionale Incontro. A mezzogiorno, al terzo squillo di tromba, i simulacri dell'Addolorata  e del Cristo Risorto, portati a spalla muovono di corsa l'uno verso l'altro. Giunti a poca distanza viene fatto cadere il velo nero all'Addolorata che nello stesso tempo tende le braccia per stringere in un dolce abbraccio il Cristo

Sagra della Spiga (Agosto - Settembre)

Sagra del pomodoro e assaggio dei prodotti tipici locali (Settembre)

Sagra dell'uva 1° Domenica di Ottobre 

Notizie Utili 

Notizie Utili 

Municipio

Tel. 0921--544.311

 

Guardia Medica

Tel. 0921-542.581

 

Agriturismo:

Fontanamurata Dr. Giuseppe Gioia e figli

C.da Fontanamurata. Tel. 0921-542.080

Fontanamurata Dr. Cosimo Gioia e figli

C.da Fontanamurata Tel. 0921-542.018

 

 

Ristoranti e pizzerie: 

 

Ristorante Bar Pizzeria MR di Mule Salvatore

Via Vittorio Emanuele III, 97 - Tel. 0921-543.497

Ristorante Pizzeria di Chimera Calogero & C.

Via Saponeria, 11 - Tel. 0921- 543.406

Ristorante Pizzeria "Malibù" di Vallone Rosaria

Via Garibaldi - Tel. 0921-542.934

 

 

Si ringrazia il comune di di Valledolmo ed il sig. Luigi Battaglia per le preziose informazioni e le fotografie forniteci.