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STORIA
Alcamo sorge alle falde del Bonifato
Il primo insediamento di cui si ha notizia, è un casale arabo, detto Manzil Alqamah, posto lungo la strada commerciale che andava da Palerrno a Trapani.
Nel 1340 vi fu costruito, da Raimondo Peralta, il cosiddetto castello di Alcamo.
Dopo alcuni anni, Guarnerio Ventimiglia lo conquistò e lo amplio' assieme alla Chiesa Madre, e diede cosi' inizio allo sviluppo di Alcamo, che divenne un centro ricco e importante, grazie alla sua posizione geografica, alla vicinanza col porto di Castellammare (detto, all'epoca, porto di Alcamo), e alle vaste coltivazioni di grano.
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Le attivita' economiche principali cittadine sono l'agricoltura, - il settore principale e' la viticultura
, ed il commercio molto sviluppati la lavorazione del marmo e l'artigianato con la lavorazione del legno, del ferro battuto e del ricamo.
MONUMENTI
La chiesa di San Francesco d'Assisi, fondata nel 1348, rifatta neL 1700, restaurata nel 1976 dopo il terremoto del 1968. Nell'interno, sono una custodia marmorea, attribuita alla scuola di
Giacomo Gagini, e due statue, San Marco e la Maddalena, attribuite ad Antonello
Gagini.
La quattrocentesca chiesa di San Tommaso (chiusa al culto), caratterizzata da conci quadrati, da un raffinato portale ad archi ogivali concentrici, e da una bella finestra monofora in alto, dove un coronamento di archetti pensili conclude la facciata.
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La chiesa dei Santi Cosma e Damiano del sec.
XVIII, con accanto, il monastero di Santa Chiara.
Iil castello edificato nel 1340 da Raimondo Peralta. Malgrado rifacimenti e trasformazioni (è stato anche adibito a carcere), il castello, restaurato negli anni del 1990, conserva l'assetto originario: la pianta romboidale e, agli angoli, quattro torri, due cilìndriche e due quadrangolari.
La secentesca chiesa del Santissimo Salvatore, detta Badia grande, dal monastero benedettino annesso; conserva opere pittoriche di Pietro Novelli e una statua, San Benedetto, di Antonino
Gagini. Anc La chiesa dell'Annunziata del secolo XV, con pianta longitudinale e tre navate, non aperta al culto.
La Chiesa Madre, dedicata a Maria Santissima Assunta, di origine trecentesca, riconfigurata tra il '600 e il '700, da Angelo Italia, Giuseppe Diamante, Emanuele Cadorna (la facciata); un portale del 1499 è attribuito a Bartolorneo
Berrettaro, il campanile è ricostruito. L'interno, inatteso, molto bello, è a croce latina e tre navate divise da 14 colonne di marmo rosso; notevole è la decorazione (affreschi e tele) alla quale lavoro' Guglielmo
Borremans, con buoni esiti. Nella navata sinistra è una formella raffigurante il Transito della Vergine, attribuita ad Antonello
Gagini. Altre opere dei Gagini sono nella navata destra, tra cui San Pietro, di Giacomo, e un polittico di Antonello, raffigurante la Madonna tra i Santi Filippo e Giacomo, e, in piccolo, con altri riquadri, l’Annunciazione e la Natività. E’ di Antonello anche il Crocifisso nella seconda cappella della navata destra.
Usciti dalla Chiesa, di fronte è la chiesetta di San Nicolo' di Bari, del 1558.
La chiesa dei Santi Paolo e Bartolomeo, barocca, con pitture e statue in gesso.
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