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STORIA
Campobello di Ma zara fu fondato da Giuseppe di Napoli di antichissima e nobilissima famiglia napoletana discendente dai Caraccioli, che, sin dal 1475 possedevano il feudo di
Campobello, acquistò il feudo Guardiola della baronia di Birribaida e costruì in vicinanza del suo castello i primi insediamenti abitativi a carattere sociale costituiti da due lunghe file di case coloniche che corrispondono alle attuali vie Garibaldi , Badiella e viale Risorgimento, sormontate dal proprio stemma dipinto di colori su larghi mattoni stagnati numerati progressivamente.
Ufficialmente il paese sorge con la "Licenzia Populandi novam civitatem" concessa da Filippo IV di Spagna al barone di Napoli il 10 dicembre 1621 ( prot. Reg. 526, F. 155).
La zona, prima di quella data, era stata certamente abitata. Già attiguo al Castello Feudale, , afferma il Pirri, esisteva un Convento di Padri Predicatori (Domenicani) che recitavano l'ufficio divino in una chiesa dedicata alla Madonna della Grazie.
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MONUMENTI
La chiesa di Maria SS. delle Grazie, già esistente nel 1587, era stata punto di riferimento per il piccolo nucleo urbano presente nella baronia di
Birribayda.
Attorno proprio a questa chiesa si sviluppa nel secolo XVII il nuovo Comune di cui si ha notizia per la prima volta nella "visita ad
limina" del Vescovo Sanchez de Villanueva effettuata a Roma il 25 maggio 1631 dove il Prelato nella relazione definisce Campobello
"oppidulum", mentre il Cardinale Spinola sei anni dopo, nel 1637, rileva la presenza in esso di quaranta focolari, quattrocento anime e un cappellano per l'amministrazione dei sacramenti.
La chiesa, nella sua struttura anche se piccola, si presentava dignitosa ed accogliente. Costruita ad una navata, annoverava nel suo interno quattro cappelle, oltre l'altare maggiore dedicato alla Santa Madre di Dio. La prima cappella, dedicata al SS. Crocifisso , opera scultorea di frate Umile da
Petralia, dono alla città del duca don Giuseppe Napoli e
Barresi.
La seconda cappella, dedicata a Nostra Signora del santo Rosario, costituiva il punto focale del culto mariano. Nella parte opposta alle due cappelle erano situati due altari dedicati rispettivamente alle anime sante del purgatorio e a San Francesco Saverio.
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Il palazzo baronale , ancora oggi ben visibile nel suo prospetto esteriore.
La chiesa Santa Maria ad Nives (Santa Maria del Presepe, presentava cinque cappelle: sull'altare maggiore sovrastava l'antico Crocifisso di frate Umile le altre quattro cappelle simmetricamente disposte erano dedicate alla Sacra famiglia
(Gesù, Giuseppe e Maria), a Santa Maria del lume a Sant'Anna e alla Madonna del rosario. Nella chiesa erano ,inoltre, disposte le statue di S. Vito, di S. Francesco di Sales ed alcune pitture in tela
Sono vicine al paese le antiche cave di Cusa, dove i Selinuntini estrassero la pietra, per costruire il più grande tempio della loro città.
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Municipio
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