|
|
|
STORIA
II nome Erice deriva dal sicano-siculo-italico Eryx che significa
monte.
La zona è stata abitata fin dal paleolitico superiore e dal
neolitico.
Erice fu popolata dagli Elimi (circa VIII secolo a.C. che vi
eressero il tempio dedicato al culto della dea della fecondità e
dell'amore.
I successivi dominatori intitolarono il tempio alle loro divinità, così
i Fenici, vi adorarono Tanit-Astarte, i Greci Afrodite, i Romani la Venere
Ericina.
Sulle rovine del Tempio sorge ancora oggi il Castello di Venere,
fortificato durante la dominazione normanna, adiacente ai giardini del
Balio dominati dalle torri medioevali che costituisce il vertice delle
mura ciclopiche di impianto Elimo (VII sec.a.C.)
|
|
| |
DA VEDERE
La cinta muraria costruita dai Fenici intorno al VI secolo
a.C., e ristrutturata più volte nel tempo.
I Normanni vi aprirono tre porte: porta di Trapani, porta del Carmine e porta Spada , dove ci sono incisioni puniche
Il centro storico, rimasto pressoché intatto sia nella struttura planimetrica che architettonica, presenta un impianto urbanistico tipico medievale con piazzette, strade strette e sinuose nelle quali si affacciano frequentemente bellissimi cortili fioriti, esempio della tipologia arabo-spagnola “ a patio “.
Il Duomo, dedicato all'Assunta,
edificato nel XIV sec., col campanile isolato come una torre , e due eleganti bifore negli ordini superiori. Il portico fu aggiunto nel XV secolo; L'interno del Duomo fu rifatto nel XIX secolo sulla con stile neogotico. Tra le opere c'è una statua la Madonna col Bambino, del 1469, attribuita a Domenico
Gagini.
|
A sud-est dell’abitato, alla
fine del viale Conte Pepoli, venne eretto, tra il XII e il XIII secolo, il
grandioso Castello, baluardo della città e del territorio circostante. Di
questo Castello restano alcune torri ed alcune mura merlate, e pochi resti
dell'antico tempio di Venere.
Il castello Pepoli, del sec. XIX e il castello medievale del Ballo
(il governatore), le cui torri furono restaurate, ed una anche
ricostruita, fra il 1873 e i1 1885.
Altre chiese interessanti sono la chiesa di San Francesco, XIV
sec., di San Giuliano, nella via omonima, la chiesa di San Carlo,
la chiesa di San Martino, ristrutturata e decorata tra il Seicento
e il Settecento (il coro ligneo intagliato della chiesa, è un lavoro di
Bernardo Castelli, sec. XVII), la chiesa di San Pietro il cui
monastero è oggi una sede del Centro di cultura scientifica Ettore
Majorana; un'altra sede, più avanti, è l'ex chiesa di San Domenico,
nella piazza omonima. la chiesa di San Cataldo, edificata nel '300
e più volte rimaneggiata. la chiesa di San Giovanni Battista, con
una bella veduta nella valle sino al monte Cofano; di origine medievale,
età di un bel portale laterale ristrutturato nel XV e XVII secolo,
conserva all'interno alcune statue dei Gagini: il San Giovanni
Evangelista, di Antonello, 153l, e il Battista, di Antonino, 1539.
Il Palazzo Chiaramonte, del XIV sec., il palazzo del Municipio, che
ospita la ricchissima Biblioteca comunale ed il Museo civico "Antonio
Cordici", raccoglie materiali archeologici punici, greci e romani
(tra cui una delicata testina di Afrodite, IV sec. a.C.), paramenti sacri,
ricami in corallo, e, nell'ingresso, un gruppo in marmo di Antonello
Gagini, I'Annunciazione, 1525.
Il Museo Agroforestale, nella vicina località San Matteo, che
raccoglie esemplari locali della fauna, della flora e della vita
contadina.
|
|
| NOTIZIE
UTILI |
NOTIZIE
UTILI
|
Centralino del comune: 0923 502111
Email del comune: info@comune.erice.tp.it
Indirizzo del Comune = Piazza Umberto I, 3 - 91016 Erice
Sito Web = www.comune.erice.tp.it |
|
|