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ACICASTELLO

le più belle isole della sicila. Discutiamone nel forum

 

 PROVINCIA DI CATANIA  ACICASTELLO

Per arrivare
da Catania, si prende la 
ss.114 per Messina. 
Dopo pochi km si prende lo svincolo per Acicastello.

Panorama

 


Visualizzazione ingrandita della mappa

Acicastello, situata in un’ampia insenatura del litorale orientale siciliano, ai piedi di una roccia basaltica, è cresciuta intorno al fortilizio normanno ed oggi è inglobata nell’hinterland catanese.

Castello Normanno, costruito nel 1076, interamente in pietra lavica, su uno sperone roccioso di magma cristallizzato. Rinvenimenti archeologici, soprattutto sottomarini, esposti nelle vetrine del museo Civico, attestano la frequentazione della rocca sulla quale oggi si ergono le rovine del castello normanno, già in epoca greca e romana, per la sua posizione strategica. L’arrivo degli Arabi fu segnato da un periodo di guerre e distruzioni. La fortezza sulla rupe fu distrutta dall’emiro Ibrahim nel 902. La costruzione del castello di cui oggi si possono ammirare le strutture superstiti, dagli splendidi archi a sesto acuto, si deve porre all’epoca della conquista dell’isola da parte dei normanni Roberto il Guiscardo e Ruggero d’Altavilla.

Il castello fu in seguito concesso ai vescovi di Catania che proprio qui, nel 1126, ricevettero le reliquie di S. Agata, riportate in patria da Costantinopoli.


Panorama del Castello Normanno

 

I faraglioni di Acitrezza

(clicca sull'immagine per ingrandire)

 

Nel 1169 una disastrosa eruzione investì il paese di Aci e raggiunse la rupe che fino allora emergeva dal mare, isolata dalla terraferma, e colmò il braccio di mare antistante.

Il possesso del castello rimase ai vescovi di Catania fino al 1239. Con Federico II di Svevia, entrò a far parte del Demanio Regio e durante il periodo angioino tornò nuovamente in possesso dei vescovi.

Dalla fine del XIII secolo fino all’età dei Viceré, il castello fu testimone della lunga lotta che contrappose gli aragonesi di Sicilia agli Angioini di Napoli. Federico III d’Aragona, re di Sicilia, tolse il fondo di Aci ai vescovi di Catania e lo concesse all’ammiraglio Ruggero di Lauria, per le sue imprese militari. Quando quest’ultimo passò dalla parte degli Angioini, il re fece espugnare il castello (1297) entro il quale si erano asserragliati i ribelli.

Nel 1396 il castello fu espugnato da Martino il giovane (nipote di Pietro IV, re d’Aragona), il quale era sbarcato in Sicilia dopo aver contratto matrimonio nel 1391 con la regina Maria, unica figlia di Federico IV ed ultima erede al trono aragonese di Sicilia. Martino fece del castello la sua dimora con Bianca di Navarra, divenuta sua sposa nel 1402, dopo la morte della prima moglie. Questo fu un periodo di splendore, furono organizzate feste e lussuosi ricevimenti. 

 

Alla morte di Martino il castello passò a Ferdinando il Giusto di Castiglia, primo viceré di Sicilia (1412). Durante il XVI secolo il castello passò nelle mani di diversi privati, finché fu adibito a sede di una di guarnigione che aveva il compito di segnalare i pericoli provenienti dal mare alle popolazioni interne. Allo stesso tempo il castello assolveva la funzione di prigione. 

Nel 1528, l’imperatore Carlo V rese libero il centro da ogni vassallaggio erigendolo a Comune.

Nel 1634, re Filippo III volle un’opera di radicale ristrutturazione del castello e lo dotò di artiglieria (probabile testimonianza il cannone murato sulla terrazza superiore).

Il terremoto del 1693 recò al castello ingenti danni, riparati negli anni successivi. Nel XIX secolo il maniero entrò a far parte del Demanio Comunale, ma nel 1818 un terremoto provocò tali danni che esso non poté più essere utilizzato come prigione.

Il castello ispirò a Giovanni Verga la novella ” Le storie del Castello di Trezza “ che narra amori, tradimenti e fantasmi nelle vicende di don Garzia e di donna Violante.

Altra veduta del castello Normanno

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Panorama del castello Normanno con lo sfondo dei faraglioni di Acitrezza

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Interno del castello Normanno

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Agli inizi del XX secolo, divenne deposito di masserizie e durante la seconda guerra mondiale una grotta della rupe fu usata come rifugio antiaereo. Oggi il castello, restaurato negli anni ’60, ospita un piccolo museo e diverse iniziative culturali (mostre, convegni, visite guidate, concerti, studio del materiale archeologico).

Museo Civico, ospitato nelle sale del castello normanno, nasce per raccogliere in modo organico le testimonianze geologiche, paleontologiche ed archeologiche del territorio siciliano. Il museo si articola in tre sezioni ospitate in due sale del castello: la sezione Mineralogica che ospita campioni di rocce e minerali provenienti sia dalle immediate vicinanze del castello che da vari luoghi della Sicilia e del mondo; la sezione Paleontologica che illustra la vita sulla terra fino alla comparsa dell’uomo; ed infine la sezione Archeologica che ospita manufatti e strumenti dalla preistoria all’età medievale.

Dalla piazza antistante il castello, delimitata dalla chiesa Madre, in pietra lavica, è possibile ammirare uno splendido panorama della riviera dei Ciclopi, con le svettanti sagome dei faraglioni sullo sfondo.

La riviera dei Ciclopi, è nota per le vicende mitologiche pervenuteci da Omero e Virgilio. La leggenda vuole che i tre faraglioni, situati lungo la costa di Acitrezza, siano i massi lanciati da Polifemo contro la nave di Ulisse che fuggiva. Il gigante Polifemo ritorna ancora nel mito di Aci e Galatea; geloso dell’amore tra i due giovani, il Ciclope uccide Aci scagliandogli addosso un enorme masso. L’arcipelago dei Ciclopi, intorno al 1750, diventa teatro di una nuova e originale tradizione popolare rappresentata dalla pantomima “u pisci a mari”. La rappresentazione è legata ai festeggiamenti in onore di S. Giovanni Battista, patrono di Acitrezza, che si svolgono ogni anno il 24 giugno. La pantomima rappresenta, con i toni della parodia, l’antica arte della pesca del pesce spada. Tutta la cultura, la storia, la tradizione di un popolo indissolubilmente legato al mare, si trova in questa messinscena che riempie il paese per l’occasione. Uno squarcio di vita quotidiana che ispirò Giovanni Verga.

Terrazza panoramica del castello Normanno

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Le vulcaniti di Acicastello
. Durante il Pleistocene medio, circa 500 – 600 mila anni fa, la spinta del continente africano contro la zolla eurasiatica causa nel fondale ionico le prime eruzioni sottomarine che originano l’isola Lachea, I faraglioni, la rupe del Castello e le particolari vulcaniti che caratterizzano il territorio di Acicastello: i pillow (lave a cuscino) ed i basalti colonnari. I primi derivano il loro nome dalla particolare forma a cuscino che presentano, formatisi dall’apertura di una frattura nel fondale marino. Il meccanismo di formazione dei basalti colonnari e strettamente collegato a quello dei pillow, poiché ne costituiscono il condotto di alimentazione.

Queste vulcaniti si presentano come colonne a sezione pentagonale o esagonale, disposte verticalmente (a canna d’organo), come nel Faraglione grande o nel porticciolo di Acitrezza, in cui si possono osservare solo le testate; a volte presentano una struttura a colonne orizzontali, oblique o a ventaglio.

Il Parco Letterario di Giovanni Verga. I parchi letterari sono un argine allo scempio operato dalla ferocia economica sul paesaggio italiano. Vogliono vivificare alcuni scenari che i nostri antenati hanno esaltato. Angoli magici, i Parchi Letterari sono luoghi dell’ispirazione di grandi autori e poeti, luoghi ancora esistenti nel paesaggio. E’ un’attività che vuole trasformarsi in economia culturale attraverso interventi e azioni collegati alla letteratura, alla conoscenza dei posti e all’etnografia più segreta.

Il parco letterario Giovanni Verga è un tuffo nella letteratura , rivisitando i luoghi dell’ispirazione dell’autore. Riscoprendo le strade, la piazzetta dei Malavoglia, la “casa del nespolo”, il castello di Aci.

Passeggiata tra la storia del Castello e di Trezza. (Partenza da P.zza Castello – h.10.30 / h. 18.00) Il percorso nella memoria verghiana si snoda attraverso i luoghi suggeriti dall’autore. Parte dal Castello, con la drammatizzazione della novella “Le storie del Castello di Trezza” e prosegue per Aci Trezza, dove si rivisitano i luoghi de “I Malavoglia”: la casa del nespolo, le viuzze, la piazza, la fontana, la chiesa.

Si percorrono anche i luoghi di un celebre film, “La Terra Trama”, di Luchino Visconti, girato con attori locali, i pescatori di Trezza. Di grande fascino è la vista dell’isola Lachea e dei Faraglioni, nella leggenda scagliati dal Ciclope Polifemo per impedire la fuga d’Ulisse che lo ha accecato.

Sulle onde della Provvidenza.(Partenza dal porto di Aci Trezza – h. 10.30 / h.18.00) Affascinante gita col vaporetto, sulle orme dell’ultimo viaggio della Provvidenza, partendo dal porto di Acitrezza spostandosi verso Capo Mulini e giungendo sin dove sfocia il fiume Aci.

Si ammira il paesaggio, un intreccio di verde e di azzurro, su cui si stagliano gli “scogli giganteschi” sul mare “bello e traditore”. Il vaporetto ripercorre pure il tratto di mare attraversato da Ulisse, scappato dalla furia di Polifemo. La gita si conclude alle grotte di Ulisse, poco distanti dalla rocca di Aci Castello.

Il sentiero “da muntagna”. (Partenza da Piano Provenzana – h. 10.30 / 15.00) Tour guidato sul vulcano, su sentieri naturali attrezzati e visite alle masserie dell’Etna.

“Fantasticheria”. (Partenza dal porticciolo di Aci Trezza – h. 20.00) Itinerario romantico su barche attrezzate con illuminazioni tradizionali (lampare). Gita notturna in cui è possibile remare o pescare, così come un tempo facevano i Malavoglia nelle acque di Trezza, ascoltando dalla voce dei pescatori leggende e novelle.

Riserva Naturale Isola Lachea. Il Centro Immersioni Isola Lachea opera ad Acitrezza da più di 30 anni, durante i quali ha dispiegato il proprio impegno nella tutela dei fondali; dal 1989, l’area è diventata Riserva Marina. Itinerari subacquei, per coloro che non si accontentano di vedere solo i grossi pesci stanziali, ma desiderano scorrere il ricco campionario di macrobriozoi, madreporari, spugne, hydrozoi, anellidi e il vasto arco di taxa che racchiude la riserva. I Diving Center, situato ai confini della zona B, offre la possibilità di effettuare immersioni da terra di buon livello o consultare la vasta biblioteca specializzata. Si tengono corsi di biologia marina, archeologia subacquea e guida subacquea.

Acitrezza, il borgo marinaro. Il profumo che ancor oggi invade le stradine che portano al lungomare del piccolo borgo marinaro, è quello del materiale usato per costruire le possenti barche da pesca al pesce – spada; ma dalle viuzze sale anche l’odore del pesce appena pescato e spesso venduto vivo in grandi vasche, per strada. La miriade di pizzerie, i pub e le discoteche, talune famose nel panorama nazionale, vi creeranno solo l’imbarazzo della scelta su dove passare la serata. Ristoranti: dappertutto si mangia pesce.

 

Manifestazioni

  

Mostre

  

- aprile – maggio Concorso di pittura estemporanea “Piazza d’Arte

           (mostra itinerante per 4 domeniche, una in ogni frazione)

 

Rappresentazioni teatrali

 

- 25 agosto         Le Verghiane (rappresentazioni teatrali di opere e novelle del Verga) – Acitrezza  

 

- 25 agosto         Presa del Castello. Rappresentazioni in costume delle gesta di Re Martino

 

- 23 settembre         Per la rassegna verghiana “Lungo i sentieri di Trezza” (di G. Ferro). Drammatizzazione delle gesta dei protagonisti dei “Malavoglia” all’interno della casa del Nespolo.

Rappresentazioni musicali

 

- luglio         Rassegna di musica Jazz

 

- agosto         Musicastello” rassegna internazionale di musica classica da camera sul castello che offre una cornice straordinariamente magica. (manifestazione itinerante lungo l’itinerario dei castelli della provincia Etnea). Il successo della rassegna dipende sicuramente anche dalla scelta di programmi musicali, sempre affidati ad esecutori di grande livello. Rivolti non soltanto agli intenditori e cultori, ma accessibili ad un vasto pubblico.

 

Rappresentazioni per il natale

- dicembre         Presepe vivente

 

Processioni

- 15 gennaio Festa patronale di S. Mauro (Acicastello)

- 24 giugno Festa patronale di S. Giovanni Battista (Acitrezza)

- 15 – 23 luglio Edizione estiva della festa in onore di S. Mauro 

- 22 agosto Festa dell’Immacolata (Cannizzaro)

- 1ª domenica d’agosto  Festa Madonna della Provvidenza (Ficarazzi)

  

Tradizioni locali

  - 24 – 25 giugno         Pantomima “U pisci a mari” durante la festa di S. Giovanni (Acitrezza)

 

Manifestazioni sportive

  - Traversata Nazionale “Trofeo Riviera dei Ciclopi” (percorso di circa 3 miglia, Torre Normanna – Isola Lachea e ritorno) valevole come prova per designare il campione italiano del “Grand Prix di Fondo”.

 

Sagre

  - fine luglio Sagra del Pesce “Il Padellone” – durata 2 giorni –

  - agosto Sagra del Pane Condito

  - 8 e 9 agosto Sagra del Polpo

NOTIZIE UTILI NOTIZIE UTILI

Azienda Soggiorno e Turismo di Acicastello

Tel. 095-604521 opp. 605372

Fax 095-604306

 

Museo del Castello:

p.zza Castello - Tel. 095-271026 - Chiuso Lunedì.

Ristoranti:

Al Gattopardo - Via Litteri, 88 -  Tel. 095-711.6111

Da Federico - p.zza Verga - Acitrezza - Tel. 095-276364

Holidays Club - Via dei Malavoglia - Acitrezza - 

Tel. 095-711.6811

La Bettola - Via IV Novembre, 65 - Tel. 095-271596

Selene - Via Mollica - Tel. 095-494444

 

 

Alberghi:

Baia Verde - Via Angelo Musco,8 - Tel. 095-491522

President Park Hotel - Via Litteri, 88 - Tel. 095-711.6111

Sheraton Catania - Via A. da Messina, 45 - Tel. 095-271557

Galatea Sea Palace - Via Livorno, 146 - Tel. 095-711.6902

I Faraglioni - Acitrezza - Via Lungomare, 115

Tel. 095-276744

Lachea - Acitrezza ss.114 - via Dusmet, 4 Tel. 095-276784

Eden Riviera - Acitrezza - Via Litteri, 57 - Tel. 095-277760

 

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Si ringrazia il Comune di Aci Castello per le preziose informazioni forniteci
  

    

 

        

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